k Anemia è un termine composito che include, tra le altre cause, anemia emolitica ed anemia autoimmune. Documento reso disponibile da AIFA il 05/11/2020 Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativi all’AIC dei Il rash severo deve essere trattato con corticosteroidi ad alte dosi equivalenti ad una dose di. Toll like receptor 2 TLR2 - Wikipedi . Applies to nivolumab: intravenous solution. I pazienti con un sito primario di carcinoma orofaringeo come valutato dallo sperimentatore sono stati testati per HPV (determinato tramite immunoistochimica [IHC] p16). Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1. OPDIVO è indicato in monoterapia per il trattamento del carcinoma a cellule renali avanzato dopo precedente terapia negli adulti. Dei 147 pazienti di questo gruppo che hanno continuato il trattamento nella fase di monoterapia, 47 (32%) hanno manifestato almeno una reazione avversa di grado 3 o 4 durante la fase di monoterapia. Le valutazioni di efficacia includevano l’ORR valutato dallo sperimentatore, valutato retrospettivamente da un IRRC, e la durata della risposta. Il trattamento era continuato fino a che si osservava un beneficio clinico o fino a quando il trattamento non era più tollerato. Sono state condotte ulteriori analisi di sottogruppi prespecificati per valutare l’efficacia in funzione della espressione tumorale di PD-L1 a livelli predefiniti di 1%, 5% e 10%. con 240 mg ogni 2 settimane) con RCC avanzato o metastatico (n = 142), che includeva 44 pazienti con istologia non a cellule chiare. I dati sui pazienti con SCCHN e melanoma adiuvante di età pari o superiore a 75 anni sono troppo limitati per poter trarre delle conclusioni su tale popolazione (vedere paragrafo 5.1). Per la terapia adiuvante la durata massima del trattamento con OPDIVO è 12 mesi. In caso di ripresa del trattamento dopo sospensione, è possibile riprendere o il trattamento in associazione o OPDIVO in monoterapia, in base alla valutazione del singolo paziente. Insufficienza surrenalica (inclusa insufficienza surrenalica secondaria) di grado 2, di grado 3 e di grado 4 si è manifestata, rispettivamente, nel 2,9% (16/547), 2,2% (12/547) e 0,4% (2/547) dei pazienti. All’interno di ogni gruppo di frequenza le reazioni avverse sono presentate in ordine di gravità decrescente. Il miglioramento sintomatologico apparentemente rilevante (MID = modifica di 2 punti nel punteggio FKSI-DRS; p < 0,001) ed il tempo al miglioramento (HR = 1,66 (1,33; 2,08) p < 0,001) erano significativamente migliori per i pazienti nel braccio nivolumab. In caso di reazioni all’infusione severe o pericolose per la vita, l’infusione di nivolumab o di nivolumab in associazione ad ipilimumab deve essere interrotta e deve essere somministrata un’appropriata terapia medica. a negli studi clinici completati o in quelli in corso sono stati riportati casi ad esito fatale. per via endovenosa ogni 3 settimane per le prime 4 dosi. Se si sospetta un’infiammazione acuta della ghiandola pituitaria deve essere presa in considerazione la somministrazione di corticosteroidi equivalenti ad una dose di 1-2 mg/kg/die di metilprednisolone. d Diciassette pazienti (6%) randomizzati a ricevere docetaxel ad un certo momento sono andati incontro a "cross over" ricevendo il trattamento con nivolumab. OPDIVO è solo per uso endovenoso. La risoluzione si è verificata in 186 pazienti (89,4%) con un tempo mediano alla risoluzione di, Nei pazienti trattati con nivolumab 3 mg/kg in associazione ad ipilimumab 1 mg/kg nel RCC, l’incidenza di diarrea o colite è stata del 28,2% (154/547). 80 (33%) pazienti che avevano ricevuto brentuximab vedotin dopo fallimento di ASCT; e la Coorte C ha incluso 100 (41%) pazienti che avevano ricevuto brentuximab vedotin prima e/o dopo ASCT, 33 (14%) dei quali hanno ricevuto brentuximab vedotin solo prima di ASCT. Un totale di 906 pazienti sono stati randomizzati a ricevere nivolumab somministrato per via endovenosa alla dose di 3 mg/kg ogni 2 settimane (n = 453) o ipilimumab somministrato alla dose di 10 mg/kg ogni 3 settimane per 4 dosi e poi ogni 12 settimane a partire dalla settimana 24 per un periodo fino ad 1 anno. La risoluzione si è verificata in 296 pazienti (88,1%) con un tempo mediano alla risoluzione di 2,1, Nei pazienti trattati con nivolumab 1 mg/kg in associazione ad ipilimumab 3 mg/kg nel melanoma, l’incidenza di diarrea o colite è stata del 46,7% (209/448). Studio randomizzato di Fase 2 di nivolumab in associazione ad ipilimumab e ipilimumab (CA209069), Lo studio CA209069 era uno studio di Fase 2, randomizzato, in doppio cieco, che valutava la associazione di nivolumab ad ipilimumab rispetto al solo ipilimumab in 142 pazienti con melanoma avanzato (non resecabile o metastatico) con criteri di inclusione simili a quelli dello studio CA209067 ed analisi primaria in pazienti con melanoma BRAF wild-type (77% dei pazienti). A causa delle dimensioni ridotte di questo sottogruppo, non è possibile trarre conclusioni definitive da questi dati. Il performance status ECOG al basale era pari a 0 (31%) o 1 (69%). Vengono presentati anche dati aggiuntivi provenienti da 100 pazienti della Coorte C dello studio CA209205 che hanno ricevuto brentuximab prima e/o dopo ASCT. Le seguenti reazioni avverse immuno-correlate sono state riportate in meno dell’1% dei pazienti trattati con nivolumab in monoterapia o nivolumab in associazione ad ipilimumab nell’ambito di studi clinici condotti con dosi e su tipi di tumore diversi: pancreatite, uveite, demielinizzazione, neuropatia autoimmune (incluse paresi facciale e del nervo abducente), sindrome di Guillain-Barré, miastenia gravis, sindrome miastenica, meningite asettica, encefalite, gastrite, sarcoidosi, duodenite, miosite, miocardite e rabdomiolisi. Vitamina D in prevenzione e terapia del COVID-19, Covid-19: gestione domiciliare dei pazienti, MMRvaxpro: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. b Basato su un log-rank test stratificato. Una analisi aggiornata dell’OS è stata eseguita quando tutti i pazienti avevano un follow-up minimo di 24 mesi (vedere fìgura 11). Drugs.com provides accurate and independent information on more than 24,000 prescription drugs, over-the-counter medicines and natural products. Tuttavia, il ruolo di questo biomarcatore (espressione tumorale del PD -L1) non è stato completamente chiarito. Tuttavia il ruolo di questo biomarcatore (espressione tumorale del PD-L1) non è stato completamente chiarito. Tabella 20: Caratteristiche dei pazienti al basale nella Coorte B e nella Coorte C dello studio CA209205 e nello studio CA209039. Se il paziente sviluppa segni o sintomi di miotossicità, deve essere attuato un monitoraggio stretto ed il paziente deve essere immediatamente inviato dallo specialista per la valutazione ed il trattamento. A 24 mesi, il tasso di OS è stato del 66,5 (95% IC 61,8-70,9) per nivolumab in associazione ad ipilimumab e 52,9 (95% IC 47,9- 57,7) per sunitinib. In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali. Popolazioni speciali . Lo studio includeva pazienti (di età pari o superiore a 18 anni) con carcinoma a cellule renali avanzato o metastatico, non precedentemente trattato, con componente a cellule chiare. ), ──∆─── Nivolumab (eventi: 71/117), mediana e 95% IC: 23,46 mesi (13,01; 36,53), – – - Ipilimumab (eventi: 77/113), mediana e 95% IC: 18,56 mesi (13,67; 23,20), Nivolumab+ipilimumab vs. ipilimumab – hazard ratio: 0,59 (0,42; 0,82), Nivolumab vs. ipilimumab – hazard ratio: 0,84 (0,61; 1,16), Nivolumab+ipilimumab vs. nivolumab – hazard ratio: 0,70 (0,49; 0,99), – – -* Nivolumab+ipilimumab (eventi: 63/155), mediana e 95% IC: N.A. La prima rivalutazione del tumore è stata condotta. Quando nivolumab 3 mg/kg è stato somministrato in associazione ad ipilimumab 1 mg/kg, la CL di nivolumab è aumentata dell’1% e la CL di ipilimumab è diminuita del 1,5%, queste non sono state considerate clinicamente rilevanti. Nei soggetti con istologia non a cellule chiare, a un follow – up minimo di circa 16,7 mesi ORR e durata mediana della risposta sono state 13,6% e 10,2 mesi, rispettivamente. Il tempo mediano all’insorgenza è stato di 1,5 mesi (range: 0,0-30,1). Il monitoraggio del glucosio ematico deve essere continuato per essere sicuri che sia utilizzata un’appropriata terapia insulinica sostitutiva. Questi cambiamenti non sono stati considerati clinicamente rilevanti. We comply with the HONcode standard for trustworthy health information -. mg/kg ogni 2 settimane. Tabella 22: Risultati di efficacia aggiornati in pazienti con linfoma di Hodgkin classico recidivante/refrattario provenienti da follow-up a più lungo termine dello studio CA209205, Mesi (intervallo) 2,2 (1,6-9,1) 2,1 (0,8; 8,6), Mesi (intervallo) 22,7 (1,9-27,2) 16,2 (1,4; 20,4), b I pazienti nella Coorte C (n = 33) che hanno ricevuto brentuximab vedotin solo prima di ASCT hanno mostrato una ORR del 70% (95% IC: 51; 84), una CR del 15% (95% IC: 5; 32), una PR del 55%, (95% IC: 36; 72). (n = 411), somministrato per via orale, alla dose di 10 mg al giorno. Entrambi i bracci di trattamento che prevedevano nivolumab hanno dimostrato tassi di risposta obiettiva più elevati rispetto a ipilimumab, indipendentemente dai livelli di espressione del PD-L1. Anche se entrambi i bracci dello studio hanno ricevuto terapia attiva, i dati QoL devono essere interpretati nel contesto di un disegno dello studio open-label e pertanto considerati con cautela. Non congelare. Ai decessi precoci erano associati fattori prognostici più sfavorevoli e/o maggiore aggressività della malattia unitamente ad una bassa o assente espressione tumorale del PD-L1 (vedere paragrafo 5.1). Usare sacche per infusione e filtri separati per ciascuna infusione. Contatti immediatamente il suo medico qualora dovesse riscontrare uno qualunque di questi sintomi o altri sintomi. Figura 1: Curva di Kaplan-Meier per l’OS (CA209066). Nei primi tre mesi di trattamento, è deceduta una più alta percentuale di pazienti nel braccio nivolumab (59/292, 20,2%) rispetto al braccio docetaxel (44/290, 15,2%). Eccipiente con effetti noti Ogni mL di concentrato contiene 0,1 mmol (o 2,5 mg) di sodio. GVHD ad insorgenza rapida è stata riportata con l’uso di nivolumab prima e dopo HSCT allogenico (vedere paragrafo 4.4). Deve essere somministrato per infusione endovenosa in un periodo di 30 o di 60 minuti a seconda della dose (vedere Tabelle 1, 2 e 3). b Hazard ratio in ciascun sottogruppo derivata da un modello di Cox a rischi proporzionali con il trattamento come unica covariata. Il tempo mediano all’insorgenza è stato di 1,8 mesi (range: 0,0-26,6). nivolumab in associazione ad ipilimumab e 7,8 mesi (range: 1 giorno-20,2+ mesi) nei pazienti trattati con sunitinib. Nel carcinoma della testa e del collo è stato osservato un maggior numero di decessi entro 3 mesi nel gruppo nivolumab rispetto al gruppo docetaxel. Il trattamento con nivolumab può aumentare il rischio di GVHD severa e di morte in pazienti che siano stati precedentemente sottoposti a HSCT allogenico, principalmente in quelli che abbiano avuto una precedente storia di GVHD. Più pazienti nel braccio nivolumab rispetto a quelli nel braccio chemioterapia avevano fattori prognostici sfavorevoli (LDH elevate e metastasi cerebrali). Nivolumab è un anticorpo monoclonale umano, pertanto non sono stati condotti studi di interazioni farmacocinetiche. I pazienti avevano un performance status ECOG pari a 0 o 1 e sono stati arruolati indipendentemente dallo stato PD-L1 del tumore. Melanoma treatments, like nivolumab… Il 79% dei pazienti era fumatore o ex fumatore. Tuttavia, corticosteroidi sistemici ed altri immunosoppressori possono essere utilizzati dopo aver iniziato nivolumab per trattare le reazioni avverse immuno-correlate. Queste reazioni sono elencate secondo la classificazione per sistemi e organi e per frequenza. Il beneficio osservato in termini di OS è stato dimostrato in maniera consistente nei sottogruppi di pazienti. Diabete mellito incluso diabete mellito Tipo 1 (3 di grado 2, 2 di grado 3, e 3 di grado 4) e chetoacidosi diabetica (1 di grado 4) sono stati riportati. Le linee guida per la gestione di queste reazioni avverse sono, Tabella 7: Reazioni avverse immuno-correlate che hanno portato ad una interruzione permanente del trattamento o che hanno richiesto alte dosi di corticosteroidi per regime di dosaggio, a equivalenti ad almeno 40 mg giornalieri di prednisone, b la frequenza è basata sul numero di pazienti che hanno manifestato la reazione avversa immuno-correlata, Nei pazienti trattati con nivolumab in monoterapia, l’incidenza di polmonite, inclusa malattia polmonare interstiziale ed infiltrazione polmonare, è stata del 3,4% (87/2578). I medici devono tenere in considerazione l’insorgenza ritardata dell’effetto di nivolumab prima di iniziare il trattamento in un paziente con una progressione rapida della malattia (vedere paragrafo 5.1). Studio di Fase 2 a braccio singolo (CA209172). Nivolumab o nivolumab in associazione ad ipilimumab deve essere interrotto permanentemente in caso di qualsiasi reazione avversa severa immuno-correlata ricorrente ed in caso di qualsiasi reazione avversa immuno-correlata pericolosa per la vita. I risultati della RFS sono mostrati nella Tabella 13 e nella Figura 7 (tutta la popolazione randomizzata). b 25/100 (25%) pazienti nella Coorte C dello studio CA209205 presentavano Sintomi-B al basale. La sicurezza e l’efficacia di nivolumab 3 mg/kg come agente singolo per il trattamento del RCC con una componente a cellule chiare sono state valutate in uno studio di fase 3, randomizzato, in aperto (CA209025). I risultati delle analisi multivariate esplorative hanno identificato caratteristiche del paziente e del tumore (performance status ECOG, stadio M, LDH al basale, status di mutazione BRAF, status PDL-1 e sesso) che possono contribuire all’esito della sopravvivenza. La sicurezza e l’efficacia di nivolumab 3 mg/kg in monoterapia per il trattamento di pazienti con melanoma completamente resecato sono state valutate in uno studio di Fase 3, randomizzato, in doppio cieco (CA209238). *Come da indicazione in monoterapia nel paragrafo 4.1. La sicurezza e l’efficacia di OPDIVO nei bambini di età inferiore a 18 anni non sono state stabilite. La somministrazione di nivolumab o di nivolumab in associazione ad ipilimumab non deve essere ripresa mentre il paziente sta ricevendo dosi immunosoppressive di corticosteroidi o altra terapia immunosoppressiva. Studio in aperto di dose-escalation, di Fase 1 (MDX1106-03), La sicurezza e la tollerabilità di nivolumab sono state esaminate in uno studio di dose-escalation, di Fase 1, in aperto in diversi tipi di tumore, incluso il melanoma maligno. La misura di esito di efficacia primaria era l’ OS. Because nivolumab is an antibody that builds up your immune system, it can produce an immunological “memory” in T cells. Non vi sono dati provenienti dall’uso di nivolumab in donne in gravidanza. Il tempo mediano all’insorgenza è stato. ), ──∆─── Nivolumab (eventi: 71/171), mediana e 95% IC: N.A. La prima rivalutazione del tumore è stata condotta 9 settimane dopo l’inizio del trattamento e continuata successivamente fino a progressione di malattia o interruzione del trattamento. Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati. Indicazioni, posologia, effetti indesiderati, interazioni. a Sei pazienti (4%) randomizzati a ricevere docetaxel ad un certo momento sono andati incontro a cross over ricevendo il trattamento con nivolumab. Il monitoraggio della funzione tiroidea deve essere continuato per assicurare che sia utilizzata un’appropriata terapia ormonale sostitutiva. Casi di disturbi alla tiroide di grado 3 sono stati riportati in meno dello 0,1% (2/2578) dei pazienti. La misura di esito di efficacia primaria era l’OS. Carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC). Lo studio CA209063 era uno studio a braccio singolo, in aperto, condotto su 117 pazienti con NSCLC squamoso localmente avanzato o metastatico dopo due o più linee di terapia; a parte questo, i criteri di inclusione applicati erano simili a quelli dello studio CA209017. b Non disponibile in quanto la mediana è instabile a causa del basso numero di pazienti e alla censura dei dati a un follow-up di 24 mesi, Probabilità di sopravvivenza libera da recidiva, Figura 7: Sopravvivenza libera da recidiva (CA209238). La maggioranza dei pazienti era bianca (93%) e di sesso maschile (76%). In questi studi non sono stati riportati casi di, grado 4 o 5. Non sono stati riportati casi di grado 5. Studio di Fase 2 a braccio singolo (CA209063). Il performance status ECOG era 0 per il 61% dei pazienti e 1 per il 39% dei pazienti. Il Nivolumab, comunemente noto con il nome commerciale di OpdivoÒ, è una sostanza che appartiene alla classe di farmaci antitumorali che prendono il nome di anticorpi monoclonali.Si utilizza soprattutto per il trattamento dei pazienti affetti da melanoma avanzato (non resecabile o metastatico) negli adulti, da solo o in associazione con ipilimumab. L’infusione di OPDIVO è compatibile con contenitori in PVC e poliolefina, flaconi in vetro, set per infusione in PVC e filtri in linea con membrane in polietersulfone con dimensioni dei pori da 0,2 µm a 1,2 µm. Devono essere escluse eziologie infettive ed eziologie correlate alla patologia. d La frequenza delle reazioni avverse nella categoria patologie cardiache, secondo la classificazione per sistemi ed organi indipendentemente dalla casualità, è stata più alta nel gruppo nivolumab che nel gruppo chemioterapia, nella popolazione con melanoma metastatico dopo CTLA4/BRAF inibitore. Ciò permetterà la rapida identificazione di nuove informazioni sulla sicurezza.